Lascio al dolore
lo sfogo del pianto
anche ora
Mentre mi lacera
lo stesso grido
terrificante
e muto
espandersi
nel cielo e oltre
Oltre l’estraneo
invisibile
silenzio
Lascio al dio della terra
quella rossa e riarsa
il gemito
incontenibile
e le mie
Copiose
inarrestabili
e inutili
lacrime
Lascio a un dio
forse messapico
lo strazio
che m’attanaglia
le viscere
E la richiesta
umile
e disperata
solo
di uno sguardo.