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A mia madre

 

Respiro dopo  respiro,
Graffiavi dolente l’aria
Lasciandomi fuori,
Illuso di materia,
Distaccato e distante
Dal tuo Lete profondo.

Sussurravo che mai
T’avrei lasciato,
E le dita, carezzandoti,
Lo ripetevano mute
Mentre la tua mano,
Lieve stringendo,
Rispondeva al mio celato
E inespresso  appello.

Insieme abbiamo sopportato
Gli ultimi singulti. Tu, separata
Dal tuo corpo ed io,
A questo, disperatamente
Avvinto. Poi il tuo  volto,
Martoriato e livido,
Come sorridendo si distese,
E insieme, attoniti,
Abbiamo udito, fievole,
Dalle labbra schiuse,

L’ultimo respiro.

Per un istante ti ho perso,
Ma per il tempo soltanto
Di capire dove

Andare cercando.